Gianni Iorio

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Gianni Iorio nasce a Roma nel 1959. L’esordio professionale avviene nell’ambito del fotogiornalismo. Volge poi la propria attività e ricerca verso lo still-life ed il ritratto,  per approdare alla fine degli anni ‘80 nel campo della moda e della fotografia geografica e naturalistica.

Frequenti sono i viaggi in gran parte del mondo prevalentemente nel Sud-Est Asiatico. Numerose le sue pubblicazioni su riviste internazionali e nazionali, enti ed istituzioni. Oggi è free–lance e collabora con l’agenzia SIE, Simephoto, Masterfile, Bell’ Italia e per il Gruppo Editoriale L’ Espresso. Nel 2007 allestisce con l’UNICEF una mostra itinerante sul dramma dei bambini cambogiani. Vince il premio Chatwin per la fotografia (2007). Dal 2011 è docente di teoria e tecnica fotografica presso la Scuola Romana di Fotografia e Cinema.

“La pioggia continua a cadere senza interruzione, con una violenza tale che si fatica a mantenere gli occhi aperti. Di tanto in tanto controllo le sacche di plastica dove ho racchiuso l’attrezzatura fotografica e mentre mi tengo ben saldo con una mano al bordo dell’imbarcazione, con l’altra cerco di svuotare la barca con una specie di secchiello. 
Avevo letto prima di partire qualcosa riguardo i monsoni ma non pensavo raggiungessero tale   intensità. Mi volto a controllare il thailandese alla guida che sorridente alza il pollice verso l’alto e sembra quasi non avvertire l’acqua che continua il suo vitale lavoro.
Dopo circa due ore di navigazione sul fiume Kok, finalmente ci accostiamo ad un villaggio sulla  sponda destra, un uomo ci lancia una cima e con estrema destrezza assicura la barca a due tronchi di legno, tiriamo un sospiro di sollievo, raccogliamo le nostre cose ormai fradice e ci immergiamo nel fango sino al ginocchio.”  
 Thailandia 1989 

 


 

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